AFORISMI

Scrivere non vuol dire solo aspirare alla fama. Amare la lettura, quello sì. E ancora scovare il talento negli altri, premiare il sacrificio, gioire agli eventi, confrontarsi con il pubblico, amare il proprio lavoro anche quando non porta in bella vista il tuo nome. Io potrei – che non è sinonimo di riuscirci – smettere di scrivere adesso, ma non sarei mai capace di distogliere gli occhi dallo scintillante riverbero della fantasia.

Art by Marc Simonetti
Mito, poema epico, canzone di gesta, fiaba, romanzo gotico, avventura e racconto di Fantascienza. Il Fantasy ha attraversato millenni e ha saputo trarre ispirazione dalle pagine di ogni popolo, cultura e religione, impregnandosi di quella magia che solo un genere letterario tanto longevo e poliedrico ci può donare.

Il Fantasy è un genere che affonda le sue radici nell'epica classica, nelle canzoni di gesta dei poeti francesi, nel ciclo arturiano e nella mitologia. Contiene elementi avventurosi e fantasiosi, e negli anni ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più importante nella letteratura per adulti. Il confine del fantasy non è mai troppo definito, così si è mescolato in più di un'occasione non solo con la storia e il mito, ma anche con i canoni del romanticismo ottocentesco, con il fantascientifico e il misterioso. Gli scrittori più importanti che ne hanno definito la struttura nel ventesimo secolo sono stati H.P. Lovecraft, Robert E. Howard, J.R.R. Tolkien e C.S. Lewis. In Italia un autore che ha creduto nell'importanza del linguaggio fantastico è stato senz'altro Italo Calvino. Oggi il fantasy è in continua evoluzione e, per la gioia dei critici, può essere catalogato in oltre trenta sottogeneri. I più importanti, a mio avviso, sono quelli che si diramano verso la narrativa storico-avventurosa e quelli che invece ripiegano verso la contemporaneità, coinvolgendo le città reali e le tematiche del mondo di oggi. 

Rispeditemi nella Gerusalemme delle crociate, nella Roma imperiale, su un drakkar, a Sparta, nella steppa con l'ambizioso Temujin. Datemi una spada e lasciatemi là, in pasto agli eoni del tempo. Quando i personaggi dei libri erano realtà.

I ‪‎libri di narrativa andrebbero studiati come e più di un prezioso manuale di storia: senza paura di sottolineare, stropicciare, riempire di scritte. Stile, passaggi, struttura, stacchi da un capitolo all'altro. Se vi accorgete che il lavoro degli altri è migliore del vostro, conquistatelo.

Quando non è possibile viaggiare per il mondo, la mente vola con la fantasia e le dita sulla tastiera la rincorrono.

Nella vita la determinazione è tutto. Il resto bisogna conquistarlo.

Scrivere vuol dire affrontare gli abissi della parola senza mai perdere la rotta. E confidare in noi stessi, perché l'immaginazione è la sola bussola che possediamo.

Correggere romanzi, fare editing, non deve voler dire rovinare uno stile. Semmai portarlo agli occhi dell'autore, valorizzarlo o, anche "soltanto", tracciare insieme una strada. 

Leggere significa scrollarsi di dosso la polvere della realtà per riscoprire la 
luce che abbiamo dentro.

Leggiamo per esplorare la vastità dei nostri sogni.

Scrivere è un eterno lavoro su se stessi.

Un libro, un viaggio.


ESTRATTI

Art by Alejandro Colucci

Ultima Oasi

Arkan inspirò una boccata d'aria rovente. «Avaaanti!».
Gli assassini si lanciarono nel wadi. Il vento soffiava forte durante la discesa. Ondate di sabbia nera salivano in cielo come stendardi.
Arkan guardò verso il punto più basso del dirupo, dove si sarebbero scontrati con il nemico. Mucchi di ossa formavano un curioso paesaggio tra la sabbia. Gli scheletri levigati dal vento sembravano geroglifici di morte.

Come falene nella polvere da sparo

Ammetto di avere dei ricordi non propriamente felici della vita trascorsa finora. Sempre in viaggio, senza nessuna idea precisa di che cosa fare né di dove andare, se non quella di lasciarmi portare dal vento come una piuma. Appartengo al mondo della daga e della spada, questo so, e resto fedele alle mie pulsioni.
Corre l'anno 1603. È il nostro siglo de oro e io mi appresto a sbarcare per la prima volta nelle Americhe.


Ivengral Saga - 2. La Via dell'Acciaio

Aradras conosceva quello stile: il re suo padre lo aveva addestrato migliaia di volte all'arte della spada, fino all'ultimo temerario scontro nelle steppe del nord. Là, dove il vento sapeva ancora di erba e pioggia e non di morte; dove il canto dell’acciaio sapeva di gloria e non di sangue; dove, almeno per una volta, avrebbe tanto voluto che il tempo si cristallizzasse per sentirsi dire da quell'ostinato guerriero dal cuore di ghiaccio e lo sguardo di fuoco: “Ti voglio bene, figlio mio”.


INCIPIT

Art by Fabio Porfidia

Ciclo di Ivory & Blood - Il cacciatore di draghi

Vortighern ha il sapore della guerra sulle labbra.
Una distesa di elmi e di scudi e di lance riveste di ferro la pianura. Al suono di migliaia di stivali in marcia, l’ombra della civiltà si è propagata nel Nord, calpestando villaggi, colline, boschetti, acquitrini. Rimane soltanto Visegrad. I soldati dell'Empireo hanno circondato la fortezza, stendardi rossi fluttuano al vento come spettri.
Eppure Vortighern ride.
Si getta contro un ventaglio di rostri affilati, sguinzagliando tutta la sua furia. C’è acciaio ovunque, ma gli anni trascorsi a combattere i draghi hanno fatto dell’agilità il suo punto di forza. L’avorio delle spade che impugna, uniche al mondo, affonda fino alle ossa. I soldati crollano nel fango, ma lui sta già guardando oltre. Scavalca i cadaveri con falcate rapide, poi ancora avanti. Padre Caos e Madre Rabbia sono i suoi testimoni e gli unici dèi in cui crede.


Ciclo di Ivory & Blood - Anushiravan

«Fate passare il console!»
A quel grido, furono in molti a riscuotersi sotto il sole dell’arida terra di confine. I soldati della Repubblica si misero in riga. Centinaia di calighe chiodate picchiarono sul lastricato cosparso di sabbia.
Circondato dai soldati più fedeli, Furio serrò i denti. Non riusciva a frenare la rabbia. Lui, il condottiero che tante volte aveva risolto i problemi con l’impetuosa danza della spada, ora costretto a fronteggiare un’arte molto più velenosa e affilata: quella della politica, un duello mentale di intrighi e di ombre che non era sicuro di vincere.



Art by Paolo Barbieri
Ciclo di Ivory & Blood - Un cuore per Abisso

«Ah, donne» sospirò beato Walemir, lasciando sgorgare le parole come quando ci si libera di una pisciata. «Se c'è una cosa che mi manca di Visegrad, mio caro Brogan, sono proprio le donne.»
Brogan si lasciò sfuggire un sorriso beffardo. «Siamo venuti in città per acquisti, lo sai. Pensiamo alla sola cosa che conta.»
Le due voci si sovrapposero.
«Le donne!»
«Le armi!»
Si fissarono per un istante: Walemir, il mercenario esperto a capo dei migliori guerrieri della Grande Brughiera, e Brogan, capace di forgiare una spada seconda per durezza solo alla sua testardaggine.


Il volere di Dio, la mano del diavolo

Spagna, anno Domini 778. 
Le orde pagane dilagano nell'entroterra. Il culto del profeta Maometto impone loro di espandere il volere di Allah, ma le frontiere tra musulmani e cristiani continuano a grondare sangue. Il Corano, la Bibbia. Non fa alcuna differenza: l’unico sentiero della fede resterà sempre quello della spada.

Maelström

Mi chiamo Mysinger e sono un Signore del mare. Da ragazzo mi hanno addestrato a padroneggiare l’acciaio, a uccidere e a compiere assalti, così da allora non ho più smesso. Birra, donne, una spada e un buon nome, nient'altro importa. È nella natura degli uomini, dopotutto. Solo così Odino si accorgerà di noi e giudicherà chi accogliere nel Valhalla, la sala dei morti in battaglia.

Ivengral Saga - 3. Notte di lame a Tempofosco

Sono passati mesi, padre, dall'ultima volta in cui vi ho fatto avere notizie sulla nostra missione. Sulla missione di Aradras, principe insorto contro il suo re negromante. Sulla missione di Uldaric, soldato implacabile, disertore in fuga. Amico.

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